Trasparenza sulla quota dell’8 per mille dell’Irpef destinata allo Stato

Aderendo alla campagna, promossa dai Radicali italiani, che si propone sollecitare il ministro Tremonti affinché renda preventivamente noto l’uso dei fondi derivanti dalla quota dell’8 per mille dell’Irpef destinata allo Stato, ho spedito una mail al summenzionato ministro, desumendo i dati pertinenti da quella di Staderini et ali.
Ecco il testo della mia lettera:

Gentile Ministro dell’economia e delle finanze,

nella convinzione che Lei non solo astrattamente condivida, ma abbia anche concretamente a cuore la promozione di una cittadinanza responsabile e consapevole, Le scrivo per chiederLe di adoperarsi in favore della reale possibilità, per i cittadini, di esercitare la propria facoltà di scelta in merito alla destinazione dell’8 per mille dell’Irpef.
Questa possibilità è infatti pressoché ineffettuale a causa sia del meccanismo con il quale l’otto per mille dell’Irpef è ripartito, sia perché la quota destinata allo Stato non si sa preventivamente come sarà impiegata. So che la legge prevede che lo Stato debba destinare i suoi fondi ad interventi straordinari per combattere la fame nel mondo, affrontare le calamità naturali, garantire l’assistenza ai rifugiati e la conservazione dei beni culturali; ciononostante, in questi anni i Governi sono spesso venuti meno rispetto a quanto previsto dalle norme, sia distogliendo attraverso le leggi finanziarie somme importanti – da ultimo, 80 milioni di euro – alla quota otto per mille dello Stato, sia destinando i rimanenti fondi statali alla ristrutturazione di immobili ecclesiastici, il che, stando a quanto previsto dalla legge, dovrebbe rientrare invece nella quota di otto per mille (circa un miliardo di euro) che ogni anno lo Stato versa alla Conferenza episcopale italiana.

Io Le chiedo allora di rendere noto all’opinione pubblica l’orientamento Suo e del Governo sui seguenti aspetti:

– se anche quest’anno gli 80 milioni di euro del fondo statale saranno sottratti alle loro finalità originarie;
– quale sarà la ripartizione tra le quattro diverse destinazioni previste dalla legge, ed in particolare se siano previste quote, e di quale entità, per il terremoto in Abruzzo, la fame nel mondo e l’assistenza ai rifugiati;
-se tra gli interventi per il restauro dei beni culturali saranno esclusi quelli relativi ad immobili ecclesiastici.

So che formalmente l’impiego dei fondi in questione è deciso in tempi successivi. Ma so anche che Lei ha la sensibilità per cogliere che il problema sollevato merita di essere affrontato in modo non formalistico e burocratico, e che il Governo può in ogni caso assumere motu proprio, pur senza essere costretto dalla legge, gli impegni di cui sopra. L’azione Sua e del Governo sarebbe tanto più qualificante e significativa proprio perché non si configurerebbe come esecuzione di meri atti dovuti.

Per informazioni sulla campagna vedere qui, o anche su facebook.

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Una risposta a Trasparenza sulla quota dell’8 per mille dell’Irpef destinata allo Stato

  1. vincenzo ha detto:

    condivido al 100 per cento la richiesta di trasparenza sull’utilizzo dell’8 per mille dello Stato e il riconoscimento del diritto di ogni cittadino-contribuente di esecitare la propria facoltà di scelta in merito all’8 per mille.
    vincenzo

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