La servitù (in)volontaria secondo Rousseau

Il passo che segue, oltre a presentare un’ovvia aderenza “al giorno e all’ora”, merita una riflessione non del tutto legata alla contingenza.

Il magistrato non saprebbe usurpare un potere illegittimo senza circondarsi di creature, cui sia costretto a cederne qualche parte. D’altra parte i cittadini non si lasciano opprimere che in quanto, trascinati da cieca ambizione, e guardando più al di sotto che al di sopra di sé, vengono ad avere più cara la dominazione che l’indipendenza, e consentono a portar catene per poterne imporre a lor volta. È difficilissimo ridurre all’obbedienza chi non cerca di comandare, e la politica più astuta non verrebbe a capo d’assoggettare uomini, che non volessero che esser liberi.

Jean-Jacques Rousseau, Discorso sull’origine della disuguaglianza tra gli uomini (trad. di Rodolfo Mondolfo; sottolineatura mia).

Rousseau mette in chiaro il dispositivo del potere; ma ciò non si traduce in uno sguardo “dal di fuori” da parte di un osservatore/teorizzatore. La riflessione non si acqueta nella prospettazione di un sistema.

Al contrario la dilucidazione dello scambio – del reciproco contagio – tra servo e padrone, la rilevazione dell’ubiquità della libido dominandi, non meno presente nel primo che nel secondo, piega verso un’istituzione propriamente morale nella forma di un”analisi della categoria (= accusa) di servitù.

La sequenza di questa analisi-accusa può essere esposta come segue: non si è servi perché si è dominati da altri, ma si è dominati da altri perché si è servi. E non si rinuncia alla libertà perché si è servi, ma si è servi perché non si vuole la libertà. Sicché la servitù è astenia della volontà in rapporto alla libertà; il servo toglie la corrente all’affermazione della libertà, la disattiva. Una paradossale, e oscura, remissione di forze, non puramente subita e al tempo stesso producentesi in modo strutturalmente in-volontario: il servo è una specie di collaborazionista. Rousseau ha messo in campo una sorta declinazione privativa del fenomeno della servitù volontaria: il servo vuole la sua servitù perché si priva della volontà di essere libero.

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