La “qualità” dei testi scolastici

Pseudo riforme e risibili “nuovi programmi”: le stesse cose ritornano per la scuola pubblica. Quest’anno le fameliche case editrici scolastiche, che grazie a una normativa insensata hanno – qui sì ci sarebbe da tirar fuori la “libertà d’insegnamento”, più spesso dagli insegnanti citata al solo scopo di sottrarsi a controlli pubblici circa il proprio operato – conseguito di fatto il diritto esclusivo a essere adottati nella scuola, mi hanno inondato di “nuovi” testi (di storia e filosofia). “Sono cambiati i programmi”, la scusa. Mah. Un paio di secoli di più qui, non ben definite “competenze” là. E gli stessi (brutti) libri.
Un esempio?
Dalla Cattolica con furore, “il nuovo” (e come no?) “Reale-Antiseri” (Storia del pensiero filosofico e scientifico). Capitolo dedicato a Hume. Esordio del sottocapitolo dedicato a “La critica dell’idea di relazione di causa”:

Causa ed effetto sono due idee fra loro ben distinte, nel senso che nessuna analisi dell’idea di causa, per quanto accurata essa sia, può farci scoprire a priori l’effetto che ne deriva.

Semplicemente orrendo. Inemendabile.

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