Un’Europa illuministica

La Storia dell’idea d’Europa, un libro postumo di Federico Chabod che riproduce il testo di un corso universitario tenuto a Roma nell’anno accademico 1958/9, delinea una netta contrapposizione alla tesi di Carlo Morandi che rintracciava le origini di tale idea nel secolo XIX.  Il risalire oltre l’Ottocento, l’attingere l’origine del “sentire” circa l’Europa a fonti classiche e poi medievali, umanistiche, rinascimentali etc., sino al decisivo Settecento illuministico, implica una diversa lettura del concetto, anzi, dell’idea – è lo stesso Chabod a distinguere le due nozioni – di Europa.

Cosmopolitica, socievole (nel senso della politesse), civile (nel senso della contrapposizione Zivilisation/Kultur), razionalistica, laica la lettura “settecentesca” di Chabod; di contro l’Europa romantica e cristiana o cristianeggiante dei nazionalismi, della selvatichezza identitaria, della “Kultur” vaticinata e vaticinante, del disprezzo del logos, inteso come endiadi di pensiero e parola.

Nell’ultimo capitolo un capoverso riassume la concezione, l’idea più fascinosa, d’Europa, quella illuministica. In questi anni, mesi e giorni, di contro alle tendenze magniloquenti (o forse “forte-loquenti”), non è fuori luogo questo rinvio alla funzione inesausta dell’Illuminismo:

L’erompere del nazionalismo (…) tolse al sentire europeo gran parte della sua forza e del suo fascino, spostò l’accento dall’insieme, l’Europa, al particolare, la singola nazione, la singola «patria». Perfino la grande società degli spiriti, la repubblica delle lettere, si scisse, sotto la pressione delle passioni nazionali; e là dove, prima, gli uomini di alta cultura e di alto ingegno s’erano generalmente sentiti europei più ancora o almeno quanto francesi, italiani, ecc., poi si sentirono anzitutto, anzi spesso esclusivamente francesi, italiani, tedeschi ecc. I «chierici» del mondo moderno, cioè gli uomini di studio, per dirla con Julien Benda (La trahison des clercs), divennero anch’essi uomini di parte e anziché all’avvento di una grande comunità spirituale europea lavoravano spesso a dissolvere ogni possibilità di comunità, per lasciar sussistere soltanto la nuova divinità, il singolo Stato lanciato sulla via della conquista, cioè proprio sulla via che al senso europeo degli uomini del ‘700 era apparsa la via del male.

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