Platone neoplatonico?

Mario Vegetti, con mirabile sintesi, sul “Platone non scritto”. A patto di assumere i concetti di politicità e storicità in modo non banale, vero mi pare che l’operazione degli svevo-lombardi, al di là delle questioni filologiche, implica una depoliticizzazione (e una destoricizzazione, ovviamente) del filosofare platonico.

Poche avventure storiografiche sono state perseguite in modo tanto tenace e ingegnoso come il tentativo recente di negare al dialogo il carattere di dimensione costitutiva della filosofia di Platone, facendone tutt’al più un’introduzione pedagogica rispetto a un ‘sistema’ metafisicamente chiuso, di stampo neoplatonico (benché paradossalmente non scritto). C’è stato probabilmente in Platone un supplemento dottrinale non dialogico, ma il dialogo – il dibattito che si svolge nel teatro filosofico – va pensato come la forma sintetica non superabile della sua filosofia, il luogo dove se ne produce la ragion d’essere e si misura la sua efficacia persuasiva.

Mario Vegetti, L’etica degli antichi, Bari-Roma, Laterza, 1989, pag. 110

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