L’esagono pensante

Monadologismo matematico, più specificamente geometrico, di C.E. Gadda. L’esagono esagoneggia de per lü, esso stesso mens-mensura nonché representatio – a modo suo – totius universi.

Quasi aliquod automatum spirituale (*) tra i più semplici e completi, l’anima sua essendo l’apotema, che è apotema – e non segmento qualunque, nato da commerci meramente algebrici – solo in quanto sua. Una sorte filata da due parche, Linea Retta e Linea Curva:

«Le stanze del servizio, il bagno, i corridoi, l’anticamera e l’uno de’ due gabinetti, eran pavimentati con piastrelle rosse di piccolo formato: esagonali (…). Com’era l’uso in Milano fra il 1890 e il 1910, l’apotèma di quelle mattonelle misurava centimetri 5,196: mentreché il raggio del circolo circoscritto raggiungeva i 60 millimetri: le due misure sono interdipendenti, per il che non occorre aver noi alcuna notizia di trigonometria, ma ci pensa il cervello stesso dell’esagono». [C. E. Gadda, descrizione della dimora del “Nobilis Homo Cipriano de’ Marpioni” “in via Spiga al 21”. In apertura di uno dei quadretti milanesi de L’Adalgisa, “Quattro figlie ebbe e ciascuna regina”.]

(*) L’espressione in Spinoza, Tractatus de intellectus emendatione, 85; ma più appropriata al contesto è la sua occorrenza, in francese (Automate spirituel ou formel), nel lebniziano Système nouveau de la nature et de la communication des substances, aussi bien que de l’union qu’il y a entre l’âme et le corps: “(…) pourquoi Dieu ne pourrait-il pas donner d’abord à la substance une nature ou force interne qui lui puisse produire par ordre (comme dans un Automate spirituel ou formel, mais libre en celle qui a la raison en partage) tout ce qui lui arrivera, c’est-à-dire, toutes les apparences ou expressions qu’elle aura, et cela sans le secours d’aucune créature?” Kant, Kritik der praktischen Vernunft, alle pagine 174 e 181, parla di Automaton spirituale e di automa pensante (denkend). In tutti questi luoghi il nesso automa-pensiero è percorso nel senso opposto a quello suggerito dallo humour gaddiano: laddove in quelli si fa parola di anime o menti che diventano automi, in Gadda sono gli automi che acquistano anima e pensiero.

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