Mario Praz e un curioso e oscuro fenomeno

Accade a determinate persone di aver fama di iettatori. È un fenomeno notevole sia nel senso che sorprende e incuriosisce, sia perché è rilevante, produce degli effetti non trascurabili ed è presente in ogni ambiente sociale.
Credo insomma che varrebbe la pena studiarlo. Una ricerca sul tema dovrebbe rispondere a diverse domande: perché proprio x “diventa” uno iettatore? Come è successo? Fino a che punto le persone credono che x porti scalogna? *Chi* propriamente crede in ciò: individui o gruppi? E altre domande ancora. Forse si possono ripartire in due categorie, domande che vertono “de re” (sul soggetto che porta sfortuna, cosa c’è in lui che causa questa sua fama) e altre che invece sono “de dicto”, riguardano le credenze e le affermazioni sul fenomeno dell’esistenza degli iettatori: perché le persone ci credono etc.

Mario_Praz

Mario Praz (1896 – 1982)

Anche presso le cerchie più colte, ripeto, l’irrazionale  – e, cosa cui forse non si presta la dovuta attenzione, crudele e distruttiva – credenza alligna. Ricordo che un impiegato presso la biblioteca dell’istituto di filosofia dell’università dove ho studiato – era un uomo di mezza età, figlio di un noto medievista – mi raccontò che Mario Praz, il grande anglista, all’epoca morto da pochi anni e che a lungo in quella università aveva insegnato, era universalmente noto come iettatore di inenarrabile potenza. E infatti a distanza di più di dieci anni dalla scomparsa di Praz Beniamino Placido, che era stato suo allievo, in un articolo (questo) denunciò – con dolore e rabbia – la sopravvivenza della diceria e dei suoi effetti:

Ma quale Innominabile. Piantatela piuttosto di ricorrere agli scongiuri, di toccar ferro, di abbozzare i vostri grotteschi gesti apotropaici. A nominare Mario Praz, a leggerne il nome stampato, non succede proprio niente.

Da parte mia, ho deciso che il nome di Praz compaia anche nel titolo di questo post.

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Una risposta a Mario Praz e un curioso e oscuro fenomeno

  1. ALBERTO FAREGNA ha detto:

    Bravo uomo intelligente, Tu distingui la stupidità di quelli che mediocri come sono, non valsero lo sforzo delle loro madri. Lo iettatore non esiste, e tutto ciò in cui si crede non esiste, esiste solo il bisogno dell’uomo di credere. Quando l’uomo si libera del bisogno di credere è felice ma teme la felicità-

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