Hegel a sinistra dei wittgensteiniani

Il pensiero che accompagna al sonno ristoratore lo devo a Bernard Williams (In principio era l’azione, Milano, Feltrinelli, 2007, pagg. 44-45):

Se rifiutiamo il fondazionalismo, dobbiamo ricordare (come Hegel ha fatto e i wittgensteiniani di solito no) che la nostra forma di vita e quindi, più specificamente, i nostri concetti e i nostri ragionamenti etici hanno una storia e che una società come la nostra ha coscienza di questo fatto. (…)
Ciò che ci resta, se rifiutiamo il fondazionalismo, non è un conservatorismo inerte o funzionalista, costretto a prendere le idee etiche esistenti così come sono. Al contrario, una volta che avremo reso il quadro finale del pensiero etico – senza fondazionalismo – storicamente e socialmente realistico, in particolare inserendovi le categorie della modernità, esso ci offrirà la possibilità di schierare alcune sue parti contro altre e di reinterpretare ciò che è eticamente importante in una critica delle istituzioni, delle concezioni, dei pregiudizi e dei poteri esistenti.

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