Bruno Leoni nel ricordo di Bobbio

Bruno_Leoniil_Politico

Sfogliando numeri di vecchie riviste, recuperate chissà su quali bancarelle, si trovano cose notevoli. “Il Politico” fu fondata da Bruno Leoni, lo studioso morto (assassinato) nel 1967. Così si chiude un breve testo con il quale Bobbio, sulla medesima rivista, lo ricordò nel 1968:

Mi pare di ricordare che non parlassimo molto di politica. Ma era naturaliter antifascista. La lunga guerra ci divise. Quando l’Italia fu divisa in due sapevo che, come ufficiale dell’esercito regolare, era rimasto dall’altra parte. Non avevo più avuto sue notizie. Un giorno, primavera del 1944, m’imbattei in lui attraversando Piazza Solferino a Torino. Io ero uscito da poco dal carcere di Verona e tornato nella mia città avevo ripreso le fila della lotta clandestina coi vecchi amici del Partito d’Azione. Come mai da queste parti? Mi disse subito che era stata una fortuna incontrarmi: veniva dal Sud con una missione importante di cui, da buon cospiratore, non mi rivelò il segreto. Aveva bisogno di prender contatto col Comitato di liberazione. Ricordo che gli fissai un appuntamento con un membro del comitato a un’edicola di Piazza Statuto. Poi lo persi di vista. Per quanto ignorassi lo scopo della sua missione e della sua richiesta, mi resi conto che anche lui aveva accettato coraggiosamente la dura milizia che la guerra per la libertà d’Europa ci aveva imposta. Mi rallegrai al pensiero che un altro degli amici intellettuali che avevo conosciuto negli anni degli studi tranquilli aveva messo da parte i libri e si era buttato allo sbaraglio scegliendo la strada giusta. Seppi poi, a liberazione avvenuta, dalla sua viva voce, che la nobile missione, delicata e pericolosa, di cui era stato incaricato dal comando inglese, era di raccogliere notizie dei prigionieri inglesi sparsi nelle campagne torinesi e di portare loro il primo soccorso. Condusse vita clandestina per più di un anno sotto falso nome correndo pericoli d’ogni sorta, specie negli ultimi giorni di confusione generale. Per questo suo comportamento da valoroso ebbe un riconoscimento ufficiale dal governo inglese. Ma non ne trasse mai vanto e quando raccontava la sua avventura con la sua vena di conversatore spigliato e accattivante, lo faceva senza spavalderia: come se si trattasse di una storia non sua. Né cercò di trarne vantaggi. Finita l’epoca straordinaria della nostra vita, anche lui riprese il cammino interrotto senza voltarsi indietro.

Norberto Bobbio, Ricordi di Bruno Leoni. (“Il Politico”, XXXIII, 4, 1968, p.858)

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