Caro Corrado

TANTOPREMESSO.it

Caro Corrado,

mi chiamo Alfredo Ferrante, ho 52 anni e faccio il dirigente pubblico in una amministrazione centrale dello Stato. Seguo con una certa assiduità la sua trasmissione, presso la quale, peraltro, ho avuto il piacere di intervenire brevemente qualche anno fa in un paio di occasioni.

Posso dunque definirmi uno spettatore affezionato, con un appuntamento pressoché fisso ogni giovedì sera: devo dire, tuttavia, di aver provato una sincera delusione nell’assistere, nella puntata di Piazzapulita dello scorso 5 novembre, allo scambio fra lei e l’onnipresente Massimo Cacciari, che ha tuonato contro i colleghi dello Stato e del parastato che hanno poco da star tranquilli, posto che la crisi non può pagarla una metà del Paese.

Potrebbe qui aprirsi un’ampia discussione su quale effettivamente sia questa metà del Paese, ma non è questo il punto. La cosa che mi è francamente dispiaciuta è sentirla parlare, in risposta a Cacciari, di…

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L’arresto di Antonio Gramsci

Quasi un secolo fa, l’8 novembre 1926, a Roma viene arrestato Antonio Gramsci.

(Giuseppe Fiori, Vita di Antonio Gramsci, cap. 22)

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Deambulationes philosophicae

Leibniz a Remond 1714

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Buoni propositi per l’anno nuovo


Sulla soglia del nuovo anno, a guardia del medesimo, mi pare buona cosa mettere una rilettura di Montesquieu. Le Lettere persiane.

Buona cosa, e di buon auspicio, non rilasciare l’ennesimo commento del commento della risposta all’ultimo editoriale (più appropriatamente: all’ultima coglioneria) in tema di scuola. Espettorazioni – tutte quelle robe lì, dico: editoriali, commenti, risposte -, di tromboni dediti a fanfareggiare opposte, e dunque identiche, ignoranti saccenze.

E chi va al mulino si infarina (ma magari fosse un mulino e si trattasse di farina!).

Disciplina. Quest’anno all’insegna della disciplina. Ruit hora.


D’ailleurs ce roi [scil. Louis XIV, ADB] est un grand magicien : il exerce son empire sur l’esprit même de ses sujets ; il les fait penser comme il veut. S’il n’a qu’un million d’écus dans son trésor, et qu’il en ait besoin de deux, il n’a qu’à leur persuader qu’un écu en vaut deux, et ils le croient. S’il a une guerre difficile à soutenir, et qu’il n’ait point d’argent, il n’a qu’à leur mettre dans la tête qu’un morceau de papier est de l’argent, et ils en sont aussitôt convaincus. Il va même jusqu’à leur faire croire qu’il les guérit de toutes sortes de maux en les touchant, tant est grande la force et la puissance qu’il a sur les esprits.

Ce que je te dis de ce prince ne doit pas t’étonner : il y a un autre magicien plus fort que lui, qui n’est pas moins maître de son esprit qu’il l’est lui-même de celui des autres. Ce magicien s’appelle le pape : tantôt il lui fait croire que trois ne sont qu’un ; que le pain qu’on mange n’est pas du pain, ou que le vin qu’on boit n’est pas du vin, et mille autres choses de cette espèce.


Montesquieu. Lettres persanes. Lettre XXIV

 

Il testo italiano delle Lettere persiane si può leggere qui (è l’edizione da cui ho preso la traduzione del passo citato qui sopra).

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La prima domenica d’Avvento del 1943

Nel novembre del 1943 cominciarono a susseguirsi pesanti bombardamenti su Berlino. Particolarmente violento fu l’attacco della notte tra il 22 e il 23 novembre: le bombe sganciate dagli aerei della Raf colpirono zone del centro e quartieri residenziali. Tra gli edifici danneggiati la Gedächtniskirche che, perché fosse serbata memoria dell’accaduto, sarebbe stata lasciata con con il campanile spezzato.

Dietrich Bonhoeffer, recluso nel carcere di Tegel, scrive ai suoi famigliari due giorni dopo il raid che nella notte tra il 26 e il 27 novembre aveva preso di mira la Rheinmetall-Borsig AG, una fabbrica di armi e munizioni sita proprio nel quartiere di Tegel. È la prima domenica d’Avvento del 1943.


[Tegel]

prima domenica d’Avvento,

28 novembre 1943

Cari genitori,

benché non si sappia se e come le lettere vengano ora consegnate, non vorrei lasciar passare il pomeriggio della prima domenica d’Avvento senza scrivervi. Oggi ci è particolarmente presente la Natività di Altdorfer, dove si vede la Sacra Famiglia con la greppia tra le macerie di una casa in rovina: come si potè giungere a un’immagine simile, 400 anni fa, contro ogni tradizione? Forse egli voleva dire che anche così si può e si deve festeggiare il Natale; in ogni caso egli lo dice a noi. Mi piace pensare a voi, raccolti assieme con i bambini a festeggiare l’Avvento con loro, come una volta con noi. Soltanto che ora c’è una maggiore intensità, perché non si sa quanto può ancora durare.

[Dietrich Bonhoeffer, Resistenza e resa]

albrecht altdorfer die heilige nacht - 1511 - Gemaldegalerie Berlin

Albrecht Altdorfer (ca. 1480 – 12.2.1538) Die Geburt Christi (1513). Berlino, Gemäldegalerie. (Fotografia: http://www.zeno.org/nid/20003860299)

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L’ennesima direttiva arrogante di Salvini sull’immigrazione. Ecco cosa c’è da sapere

Un consiglio spassionato: leggete Vitalba Azzollini, i cui articoli sono esemplari per  precisione e completezza delle informazioni, equilibrio e pulizia logica (aequam servare mentem, soprattutto rebus in arduis!), chiarezza di scrittura.

E un invito a diffondere, se credete e potete, i suoi contributi. A partire da questa ottima analisi della direttiva emanata dal Ministro degli interni Salvini il 15 aprile 2019, l’ennesimo atto salviniano in materia di immigrazione. Una direttiva propagandistica, arrogante nei confronti delle istituzioni, preoccupante dal punto di vista della civiltà giuridica.

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I fatti e la logica contro la propaganda di Salvini

Ecco un articolo da diffondere ovunque, con ogni mezzo. Digitale, telematico, cartaceo, vocale. Un articolo da stampare e affiggere su pareti, muri di cinta, toilette pubbliche, finestrini delle auto.
Da far leggere e analizzare nelle scuole – vedi alla voce Cittadinanza e Costituzione.

Già: perché l’habitus – quasi seconda natura! – di andare alle fonti delle informazioni e di vagliarle, le competenze in campo logico-argomentativo, l’attitudine a smontare la propaganda, specie quando vergognosamente disonesta e, fatto ancor più grave, è utilizzata da chi è al governo, tutto ciò è bagaglio essenziale del buon cittadino.

Un sentito grazie a Vitalba Azzollini e a PHASTIDIO.NET

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Età della vita

All’inizio (sino ai 30 anni, facciamo) sono importanti le cose “importanti”: le Deduzioni Trascendentali, le battaglie napoleoniche, il capitalismo, gli –ismi in genere. (In alternativa: nessuna cosa è importante, che c’è la Morte, il Nulla e consimili orsacchiotti di peluche).

Poi (fino ai 45 ca.) sono importanti i dettagli: l’errore a pag. 45, la caduta del prezzo delle aringhe prima della guerra dei 30 anni, il mugnaio di Pescia che crede nelle streghe.

Intorno ai ’50 sorge la consapevolezza che le cose importanti non cadono in categorie predefinite: non si riconoscono dal suffisso delle parole (-ismo, -ità etc.), non sono né Universali né particolari, o meglio possono essere gli uni e gli altri. S’ha da vedere, caso per caso, e perché e per come; ché coi vademecum (e le patenti di intelligentone) ci coglioni solo te stesso (forse).

 

[N.B. Trattasi di considerazioni di natura empirica; scritte un po’ di tempo fa, oggi mi ricadono sotto gli occhi. Magari non vere, forse sono verosimili. Niente di troppo serio, eh; anzi, un po’ si scherza.]

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Teologie elettromagnetiche

Stanford Encyclopedia of Philosophy, voce Rationalism vs. Empiricism.

Scrive Peter Markie:
“For all we know, a deceiver might cause us to intuit false propositions, just as one might cause us to have perceptions of nonexistent objects. Descartes’s classic way of meeting this challenge in the Meditations is to argue that we can know with certainty that no such deceiver interferes with our intuitions and deductions.”

Al termine della Meditatio prima, come è noto, il ruolo di ingannatore è giocato da quello che Descartes chiama “genius aliquis malignus”. E sarà pure, come suggerisce l’ottimo Sergio Landucci, “una controfigura” di Dio: certo il suo (ipotetico) interferire con intuizioni e deduzioni dell’intelletto apre danze e controdanze teologiche. Come ogni controfigura è un servente della figura principale. Delle “nostre intuizioni e deduzioni”, infatti, può dirsi:

“They are infallible, as God guarantees their truth.”

Di interferenza in interferenza: da quella putativamente malevola, mefistofelica, a quella paterna e, anch’essa putativamente, salvifica.
QED

 

 

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Animal rationale

Senza commenti

Ma se i buoi avessero mani, e così i cavalli e i leoni,
o con le mani disegnassero o compissero opere al pari degli uomini,
i cavalli simili ai cavalli
e i buoi simili ai buoi
disegnerebbero figure di dei,
e per loro farebbero corpi
foggiati così come i propri sono foggiati.

Gli Etiopi camusi e neri dicono che siano i loro dei
i Traci invece con gli occhi azzurri e i capelli rossi.

[Senofane di Colofone, VI/V secolo a. C.]


Mr. Homo, if he has a good digestion and a sound income, thinks to himself how much more sensible he is than his neighbor so-and-so, who married a flighty wife and is always losing money. He thinks how superior his city is to the one 50 miles away: it has a bigger Chamber of Commerce and a more enterprising Rotary Club, and its mayor has never been in prison. He thinks how immeasurably his country surpasses all others. If he is an Englishman, he thinks of Shakespeare and Milton, or of Newton and Darwin, or of Nelson and Wellington, according to his temperament. If he is a Frenchman, he congratulates himself on the fact that for centuries France has led the world in culture, fashions, and cookery. If he is a Russian, he reflects that he belongs to the only nation which is truly international. If he is a Yugoslav, he boasts of his nation’s pigs; if a native of the Principality of Monaco, he boasts of leading the world in the matter of gambling.

Bertrand Russell, An Outline of Intellectual Rubbish (1943)

 

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